Tiroide

Ghiandola endocrina, a struttura lobulare, riccamente vascolarizzata, situata alla base del collo, nella regione anteriore, in profondità; la sua funzione consiste nella produzione di sostanze iodate, che hanno efficacia stimolatrice su tutto l’organismo, influenzando l’accrescimento, il metabolismo, l’attività neuromuscolare, l’apparato circolatorio, ecc

Sintomi

fatica.
aumento della sensibilità al freddo.
stitichezza.
pelle secca.
aumento di peso.
viso gonfio.
raucedine (abbassamento della voce)
debolezza e dolori muscolari

Alimenti da evitare

soia, che limita l’assorbimento della levotiroxina;
alghe essiccate, possono ostacolare il corretto funzionamento della tiroide in genere;
caffè, che blocca l’assorbimento della levotiroxina;
alcolici, che possono alterare la produzione e l’azione degli ormoni tiroidei;

Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una condizione caratterizzata dalla presenza in circolo di quantità eccessive di ormoni tiroidei (tiroxina,T4 e triiodotironina, T3). La maggior parte dei pazienti riesce a convivere serenamente con questo disturbo, a patto che sia trattato in modo opportuno. In caso contrario le sue conseguenze possono essere serie.
L’ipertiroidismo è più comune nelle donne che negli uomini e tende ad avere un andamento familiare. L’eccesso di ormoni tiroidei ha serie conseguenze sul metabolismo, portando a un’improvvisa perdita di peso, alterazioni del battito cardiaco, sudorazioni e nervosismo. Tutto ciò è dovuto al fatto che la tiroide controlla tutti gli aspetti del metabolismo proprio attraverso gli ormoni che produce.
Le malattie che possono causare un aumento dei livelli circolanti di ormoni tiroidei sono diverse. Fra le più comuni ci sono il morbo di Graves (una malattia autoimmune), i noduli tiroidei (l’adenoma tossico, il gozzo multinodulare tossico e la malattia di Plummer) e le tiroiditi (infiammazioni che portano al rilascio nel sangue dell’ormone immagazzinato nella tiroide). Anche alcuni farmaci (interferone, amiodarone) possano indurre condizioni di ipertiroidismo.

I sintomi con cui l’ipertiroidismo può manifestarsi con perdita improvvisa di peso, aumento dell’appetito, tachicardia, aritmia o palpitazioni, ansia, nervosismo e irritabilità, tremori e sudorazione intensa, irregolarità mestruali, intolleranza al caldo, disturbi intestinali, stanchezza e debolezza muscolare, disturbi del sonno, assottigliamento della pelle e capelli fragili. Nel caso del morbo di Graves l’ipertiroidismo può associarsi a una complicanza oculare che si manifesta inizialmente con la comparsa di occhi sporgenti. Le tiroiditi subacute si caratterizzano per la presenza di febbre e dolore al collo. 

La terapia dipende dalla causa dell’ipertiroidismo, dall’età del paziente e dalla gravità delle manifestazioni cliniche. Nel caso del gozzo nodulare iperfunzionante la terapia viene scelta sulla base della dimensioni della tiroide. Nei gozzi di piccole/medie dimensioni può essere indicata la terapia con iodo radioattivo (terapia radiometabolica), mentre in quelli più voluminosi la terapia di scelta è quella chirurgica (tiroidectomia).
Nei pazienti con morbo di Basedow è in genere indicato il trattamento medico con farmaci antitiroidei, mentre la terapia radiometabolica e la tiroidectomia sono proposte nei casi di recidiva di malattia o di mancata risposta alla terapia medica. Nelle tiroiditi subacute, infine, il trattamento si basa sull’uso di cortisonici.

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una sindrome dovuta ad una insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello dei vari tessuti; più spesso ciò avviene quando la tiroide non produce una quantità sufficiente di ormoni. Ciò determina uno squilibrio in tutto l’organismo.
L’ipotiroidismo influenza le reazioni chimiche che avvengono in tutto il corpo determinando un rallentamento dei processi metabolici. Si tratta di una condizione che, nella sua fase precoce, raramente causa sintomi evidenti; qualora si protragga nel tempo, può però portare a seri problemi di salute.

Fra le cause di ipotiroidismo, alcune delle più importanti sono:
malattie autoimmuni (ad es. tiroidite di Hashimoto)
rimozione chirurgica della tiroide
terapia con iodio radioattivo
alcuni farmaci
Talvolta, invece, l’ipotiroidismo può essere congenito, dall’incapacità della ghiandola ipofisaria di produrre l’ormone necessario  alla stimolazione della tiroide (TSH), dalla gravidanza o dalla carenza di iodio.
I sintomi:

  • Stanchezza e sonno eccessivo
  • Eccessiva sensibilità al freddo
  • Costipazione
  • Secchezza e pallore della pelle
  • Gonfiore al volto e alle palpebre
  • Voce rauca
  • Debolezza e crampi muscolari
  • Elevati livelli di colesterolo nel sangue
  • Periodi mestruali irregolari o più abbondanti del solito
  • Capelli assottigliati e fragili
  • Depressione
  • Problemi di memoria, eloquio lento
  • Rallentamento della frequenza cardiaca
  • Mixedema (accumulo di liquidi sottocutaneo)
Semplici esami del sangue con misurazione dei livelli di TSH e degli ormoni tiroidei (in particolare la tiroxina, FT4) permettono di diagnosticare facilmente l’ipotiroidismo anche nelle forme iniziali.
L’ecografia tiroidea ed il dosaggio nel sangue degli anticorpi anti-tiroide costituiscono un utile completamento, soprattutto nelle forme autoimmuni.
Il trattamento standard per questa patologia consiste nella somministrazione (per via orale) dell’ormone tiroideo L-tiroxina per compensare lo squilibrio. In genere si inizia con basse dosi dell’ormone, da aumentare poi progressivamente.
Poiché nella maggioranza dei casi è necessario proseguire la terapia per tutta la vita, si rendono necessari periodici controlli per verificare l’adeguatezza della terapia.
Alcuni alimenti e farmaci possono inibire l’assorbimento della L-tiroxina.